Alla scoperta di un lavoro caratterizzato da competenza, attenzione, pulizia e amore per la bellezza in tutte le sue manifestazioni

  1. Professione estetista, di cosa parliamo?
  2. Come diventare un professionista del settore estetico
  3. Quale strada prendere una volta ottenuta la qualifica?
  4. Estetica fa rima con “stare bene”
  5. Estetica ed economia, i conti in tasca agli estetisti

 

  1. Professione estetista, di cosa parliamo?

Con il termine estetista, spesso banalizzato o generalizzato, si intende il professionista che si occupa in maniera trasversale della cura e del trattamento del corpo a fini esclusivamente estetici.

La trasversalità di questa figura è data dalla molteplicità di mansioni capace di svolgere grazie alle competenze acquisite nel percorso di formazione specifica: i trattamenti estetici, la pulizia del viso, la depilazione, manicure e pedicure, massaggi di viso e corpo e trucco rappresentano buona parte delle attività in cui l’estetista è chiamata a svolgere la sua professione.

All’interno di queste macro-categorie si inseriscono la ceretta, i massaggi relax, i trattamenti anti-age, onicotecnica, make-up professionale, trucco per occasioni.

Spesso l’estetista, che non può in alcun modo effettuare trattamenti sanitari, ha la facoltà di indirizzare il proprio cliente da un medico specialista.

L’impossibilità di effettuare o prescrivere cure di carattere sanitario non vieta tuttavia all’estetista di specializzarsi in ambiti come l’analisi della pelle per dare il via a trattamenti anti-età, trattamenti per combattere acne, cellulite o inestetismi di varia natura.

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Professione estetista: un ventaglio di possibilità a disposizione di professionisti formati ad hoc

  1. Come diventare un professionista del settore estetico

La formazione dell’estetista prende in considerazione due tipologie di qualifica: estetista qualificato ed estetista specializzato. La differenza sostanziale tra le due qualifiche sta nel fatto che il secondo può essere titolare di un centro estetico, centro benessere o spa, mentre il primo può svolgere soltanto la mansione di dipendente in una delle strutture appena elencate.

La trafila per acquisire il “diploma” di estetista qualificato ha la durata di due anni e si svolge presso un ente di formazione accreditato alla regione di residenza; il corso prevede teoria e pratica ed uno stage obbligatorio in una struttura convenzionata al termine del percorso formativo.

Diverso è il percorso per l’ottenimento della qualifica di estetista specializzato, la cui trafila ha la durata di tre anni e presenta una maggiore complessità.

  1. Quale strada prendere una volta ottenuta la qualifica?

La qualifica di estetista, al contrario di molti luoghi comuni al riguardo, apre diverse porte all’interno del mondo del lavoro e, soprattutto, abbraccia diversi settori legati più o meno in maniera diretta con la bellezza e con la cura del corpo.

Di seguito un breve elenco di alcune delle possibilità lavorative su cui poter puntare una volta ottenuta la qualifica:

  • Titolare di un centro estetico
  • Dipendente di un centro estetico
  • Assistente ai medici di medicina estetica
  • Consulente per aziende cosmetiche
  • Consulente in Farmacia
  • Consulente in Profumeria
  • Consulente in Palestra
  • Dipendente di villaggi turistici e alberghi
  • Specialista di onicotecnica, trucco, tattoo ecc.
  • Docente per scuole di formazione o scuole di estetica

Chiaramente diversi di questi lavori si possono all’occorrenza svolgere tranquillamente in contemporanea, con la possibilità di lavorare come libero professionista specializzato nel mondo dell’estetica.

  1. Estetica fa rima con stare bene

 Stare bene con sé stessi, prendersi cura del proprio corpo e limitare gli effetti dell’invecchiamento contribuisce in maniera determinante sullo stato d’animo dell’essere umano e sul modo di affrontare le giornate.

Rilassarsi e concedersi dei momenti per la cura di sé stessi, trovando anche piacere nell’andare in un centro estetico, in una spa, in una beauty farm, ma anche in una palestra, in un centro fitness & wellness ecc., agisce in maniera diretta sulla mente delle persone.

Diventa per questa ragione fondamentale il ruolo dell’estetista, non solo a livello di competenze tecniche nella propria area di azione, ma anche a livello empatico, di rapporto con il cliente, di confidenza e di cura delle relazioni nel tempo.

La presentazione del luogo di lavoro, in questo caso ad esempio del centro estetico, è un altro fattore fondamentale affinché il cliente possa sentirsi a proprio agio, avendo anche la possibilità di staccare dall’estenuante routine da cui viene magari coinvolto ogni giorno.

Sempre al riguardo di questo ambito diventa determinante la pulizia: sterilizzare con continuità ambienti e strumenti di lavoro è di primaria importanza. All’occhio del cliente balzerebbero immediatamente all’occhio eventuali leggerezze in termini di igiene, specie in un’epoca in cui ognuno si sente in diritto ed in dovere di giudicare ogni luogo frequentato, ancor più dopo aver attraversato una pandemia globale che ha rivoluzionato il modo di intendere ogni tipo di rapporto umano, ponendo l’accento inevitabilmente proprio sull’igiene, specie nelle aree chiuse soggette ad un afflusso di persone piuttosto copioso.

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La cura per il proprio corpo, il benessere, concedersi del tempo per la propria bellezza è fondamentale per affrontare quotidianamente la vita.

  1. Estetica ed economia: i conti in tasca agli estetisti

In Italia il settore estetico non è sicuramente tra quelli che presentano gli stipendi più alti. La retribuzione media di un estetista, infatti, si aggira sui 1.000 euro al mese, partendo da un minimo di 700 euro al mese fino a giungere ad un massimo di 1.500 euro al mese. Gli importi indicati rappresentano gli stipendi al netto delle tasse e dei contributi versati.

Chiaramente sono molteplici i fattori che contribuiscono al variare delle cifre: le ore di lavoro quotidiane, il tipo di mansione svolta, l’età, l’inquadramento e l’esperienza caratterizzano delle variabili piuttosto importanti.

Lo stipendio medio per profili con esperienza si attesta comunque attorno a cifre di poco inferiori ai 30.000 euro lordi l’anno.

I numeri elencati fanno chiaramente riferimento ad estetisti esclusivamente dipendenti in strutture di diversa tipologia. Il discorso è infatti differente per quanto riguarda i titolari di strutture legati al mondo dell’estetica: estetisti che decidono di aprire un proprio centro con Partita IVA partono da una base di fatturato annuo compresa fra i 30.000 ed i 40.000 euro a salire fino a toccare cifre molto importanti nei casi di centri molto estesi, sia in termini di personale che in termini di varietà di servizi offerti.

Resta comunque un assunto fondamentale: il settore estetico presenta una crescita annua galoppante, con cifre davvero importanti se viene considerato anche l’indotto, quindi i prodotti di cosmesi, i macchinari e gli accessori necessari all’attività quotidiana di un centro.

Lavorare in questo mondo rappresenta un investimento per il proprio presente e per il proprio futuro, specie se, dietro la necessità di lavorare, si cela una passione per tutto ciò che l’estetica professionale rappresenta in ogni suo aspetto che abbiamo cercato di descrivervi brevemente in questo articolo.